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Antoni Plàcid Guillem Gaudí
L'architettura e l'arte della Spagna ruotano attorno a lui!!
Antoni Plàcid Guillem Gaudí i Cornet viene ricordato come “l'architetto di Dio”; nasce a Riudoms il 25 giugno 1852 e muore quasi 76 anni dopo a causa di un incidente stradale a Barcellona.Crebbe in una famiglia di artigiani calderai, si diploma a 26 anni alla Scuola superiore di Architettura di Barcellona ma, già prima di diplomarsi ha occasione di lavorare con i più grandi architetti dell'epoca. Nel 1878(stesso anno del diploma) a Parigi, Gaudì incontra l'industriale catalano Eusebi Güell i Bacigalupi, che divenne il suo principale mecenate commissionandogli alcune delle sue più famose opere. Nel 1884 Gaudì ottenne la direzione dei lavori del Tempio Espiatorio della Sagrada Familia, una costruzione molto complessa che lo tenette impegnato fino alla sua morte e ancora oggi in fase di conclusione. Vive la costruzione di quest'opera in modo ossessivo stando in cantiere quasi sempre, Gaudì era ormai un eremita. Fu il primo personaggio della storia che vede architettura e arte in modo univoco. Quasi tutta l'opera del maestro è legata alla capitale catalana, la sola città spagnola in cui a cavallo tra XIX e XX secolo si fosse manifestato un principio di sviluppo industriale, padre di quel modernismo di cui Gaudí si rivelò essere il principale esponente in patria. La sua carriera di architetto è caratterizzata dall'elaborazione di forme straordinarie e imprevedibili ed oniriche, realizzate utilizzando i più diversi materiali (mattone, pietra, ceramica, vetro, ferro), da cui Gaudí seppe trarre le massime possibilità espressive. Alcune di queste opere sono: -Casa Milà detta La Pedrera, Barcellona -Il Parco Güell, Barcellona -Casa Batlló, Barcellona -Casa Vicens, Barcellona La profonda fede cattolica di Gaudí, la sua spiritualità ed il suo peculiare misticismo permeano tutte le sue opere, costellate di motivi simbolici complessi, ricorrenti e spesso non immediatamente evidenti. Non di secondaria importanza è anche la sua convinta appartenenza al movimento indipendentistico catalano, radicalmente contrapposto al centralismo linguistico e ideologico castigliano. La pretesa di Madrid d'imporre uno sviluppo urbanistico ortogonale alla città di Barcellona, coerente coi dettami del razionalismo dominante nel vecchio continente, portò gli architetti catalani a percorrere una via decisamente divergente, linee oblique che alteravano e dissestavano la visione geometrica razionalistica e le sue pretese di ordine non veramente urbanistico. Gli edifici eretti dai modernisti catalani, le vie da essi tracciate con l'uso di un po' tutti gli stilemi architettonici furono il più appariscente modo di contestare il centralismo madrileno e la sua pretesa di imporre un ordine architettonico e urbanistico ispirato ai dettami d'un razionalismo che stava affermandosi in varie parti del mondo. |










